
“Reginella Campagnola” (o “Campagnola bella) è una canzone popolare ma d’autore, composta nel 1938 da Eldo Di Lazzaro (1902-1968) su testo di C. Bruno. Eldo Di Lazzaro nato a Trapani ma da genitori di Trivento, un centro del Molise in provincia di Campobasso, ma al tempo in cui Abruzzi e Molise costituivano una sola regione), dove piccolissimo si trasferì con la sua famiglia, trascorrendovi gli anni dell’adolescenza e della prima giovinezza, acquisendo l’amore per il mondo campagnolo da lui descritto assai nelle sue canzoni.

Eldo Di Lazzaro
L’autore del testo, C. Bruno, si chiamava in realtà Bruno Cherubini (1897-1947) ed era fratello dell’altrettanto celebre Bixio (1899-1987), entrambi nati a Leonessa quando il paese faceva parte dell’Abruzzo.

C. Bruno (Bruno Cherubini)
Il brano è essenzialmente commerciale e d’autore, come altri di Di Lazzaro e di C. Bruno (si pensi alla celebre “Chitarra Romana” del 1935 e a “La Romanina” del 1937), ma è ispirata ad un tema e ad una musica popolari. Secondo Gianni Borgna (Storia della canzone italiana) il titolo originale era Fior della Maiella, diventato in seguito Reginella campagnola. Nell’Archivio sonoro della regione Campania si trova un brano della durata di 40 secondi su un totale di minuti 1,03, registrato nella provincia di Salerno, a Casal Velino, solo strumentale, con flauto diritto zeppato di canna eseguito dai Domenico Domenico Tozzi.
“Campagnola bella” ebbe interpreti di grande spessore tra i quali Claudio Villa, Giorgio Consolini e il tenore Carlo Buti, ed ebbe una così larga diffusione da approdare negli Stati Uniti dove, con un testo inglese Harold Adamson e il titolo The Woodpecker song, in cui protagonista non è una contadinella abruzzese, ma un picchio che ritmicamente buca il tronco di un albero. La versione inglese venne inciso tra gli altri anche da Glenn Miller nel 1940 e per qualche settimana fu il disco più venduto in America.

