LA CICIRINELLA DELLA NOTTE DEI SERPENTI

 Enrico Melozzi aveva deciso di inserire nella seconda edizione della Notte dei serpenti, “Cicirinella”, il celebre brano popolare napoletano nato nel Settecento e diffusosi anche in Abruzzo, ma aveva in mente alcuni concetti precisi riguardo che doveva costituire la base narrativa della sua nuova e moderna armonizzazione. Innanzitutto doveva rinunciare all’antico testo pubblicato nel 1885 dal giornale “Giambattista Basile”, perché interamente napoletano e del tutto privo di ogni caratterizzazione regionale abruzzese. Voleva poi non fare propria “La canzone di Cicirinella” scritta nei primi anni sessanta da Florindo Ritucci Chinni, in quanto si trattava di una canzone d’autore nella quale dell’antica Cicirinella erano solo riportate due volte due strofe solo nel ritornello. Inoltre intendeva restare assai lontano dalla versione più recente, che pure aveva portato ad un grande successo i Tequila e Montepulciano, in quanto resa un canto goliardico pieno di espliciti e triviali doppi sensi.

Ecco così che è nata per la Notte dei serpenti una versione del tutto nuova ed originale del celebre brano, quasi rivoluzionaria, in cui Cicirenella non teneva più una rimessa dove teneva cavalli e calesse, un cane che le faceva da ruffiano o che “muzzecava li cristiani”, una “micia” che le prudeva e che addirittura le bruciava, una tettoia alla quale pendeva una lampada a luci rosse, un cavallo che lei cavalcava o che “zumbave” le gallinelle, una scimmia che leccava lecca-lecca, una botte dove ciò che si metteva da sopra usciva da sotto, una cazzarola dove cucinava polpette con “la pummarola”. Non più, soprattutto, una vacca che quando alzava la coda mostrava “ntacche e ntaccarelle”, un toro che si chiamava Corna d’oro e camminando faceva tremare la terra, un porco che “scarufave l’orte”, un bove che, arando, faceva solchi precisi, una gallina che faceva l’uovo due volte al giorno, e uno sposo che “jadduràve la rose”. No, la Cicirinella della Notte dei serpenti è una figura di donna abruzzese che ha un preciso ruolo: aiuta, dà agli altri, è dedita ai lavori di casa, che tiene generosamente aperta per gli amici così sempre preparata la tavola, ha le mani pronte ad aiutare chiunque abbia bisogno anche solo di un incoraggiamento, e un cuore d’oro, non è una donna necessariamente ammiccante, ma solida di principi e azioni.

Luisa Sanfelice in carcere, dipinto di Gioacchino Toma, 1874, Museo di Cpodimonte, Napoli,

Nella quarta ed ultima strofa la versione propone una citazione dotta, dicendo che Cicirenella aveva anche un nome e un soprannome, Luisella, e il riferimento è a Luisa Sanfelice, alla cui tragica vicenda (venne giustiziata l’11 settembre 1800 a Napoli sulla piazza del mercato dopo il fallimento della Repubblica Napoletana) la figura di “Cicirinella” venne accostata dai rivoluzionari sanfedisti. Della versione abruzzese più recente la versione di Melozzi conserva il “Cicirinella olè, Cicirinella olè olà” (di felice inventiva) ma non il tormentone “Che teneva? Che teneva?”, che segue ossessivamente l’inizio di ogni strofa: “Cicirinella teneva teneva”.

 

Testo originale di Gabriella Serafini/Elso Simone Serpentini

Cicirinella teneva teneva

Cicirinella teneva teneva

 

Cicirinella teneva na case

porte, finestre e  pinne spase

ogni jurne na tavula belle

ere la case di Cicirinella

ogni jurne na tavula belle

ere la case di Cicirinella

Ciririnella olè, Cicirinella olè olà

 

Cicirinella teneva teneva

Cicirinella teneva teneva

 

Cicirinella teneva li mane

pe lavurà nghi li cristiane

dave curagge pe’ queste e pe’ quelle

ere li mane di Cicirinella

dave curagge pe’ queste e pe’ quelle

ere li mane di Cicirinella

Ciririnella olè, Cicirinella olè olà

Cicirinella teneva teneva

Cicirinella teneva teneva

Cicirinella teneva nu core

ere fatte tutte d’ore

ere proprie come ‘na stelle

ere lu core di Cicirinella

Ciririnella olè, Cicirinella olè olà

 

Cicirinella teneva teneva

Cicirinella teneva teneva

Cicirinella teneva nu nome

forse pure ‘nu soprannome

l’ôme chiamave tutte Luiselle

ere lu nome di Cicirinella

l’ôme chiamave tutte Luiselle

ere lu nome di Cicirinella

Ciririnella olè, Cicirinella olè olà